Diez

La conclusione può essere una sola: il calcio ha mille e più sfumature, è un’ardua impresa, e per impegnarsi e sacrificarsi ci vogliono coinvolgimento e coraggio. Beh, ecco non so se avete presente l’asse terrestre. Se cambia l’inclinazione dello stesso, cambia l’intera faccia della Terra, come succede ogni qualche migliaio di anni. La stessa cosa può capitare ad un essere umano con il calcio: se se ne innamora con passione, lo stesso lo trasforma e può anche cambiare la sua vita. Per questo i due concetti sono accostabili uno all’altro. Il calcio è proprio divertente, utile e consolante, non è vero? I colori quasi “violenti” e straordinariamente giganteschi sembrano del tutto insignificanti al confronto dei colori delle giocate dei calciatori da esse illuminate. Attraverso il fumo dell’umidità,la frizione delle schiene, il tifo assordante, si vedono solo loro: le giocate vellutate cadono come pioggia sulla folla estasiata. Il talento conta. E se hai talento puoi costruirci sopra. E con il talento devi nascerci. Si era fatto un nome grazie soprattutto alla sua sveltezza ed imprevedibilità delle sue mosse. Lo chiamano Luis. E’ compassato, elegante, estroso, e di tanto in tanto discontinuo. La tecnica è sopraffina. In quattro lettere è un diez. Non è un caso che sia figlio di una scuola calcistica che meglio di tante altre sa come coltivare il talento. Più di tutto stupisce la sua grande tecnica, tenendo alta la testa magra, dai capelli lisci neri. Iglida ottimo osservatore ha fiutato il colpo; ha riconosciuto un talento che aveva perso fiducia, e stregato dalle sue qualità lo ha portato sull’altra riva del fiume.Il calcio ha sempre più bisogno secondo me di giocatori veloci nella testa e nelle gambe, creativi e forti nel’1c1 sia “difensivamente che offensivamente”. Un’idea che si allontana da quelle oggi maggiormente diffuse, da muscoli e polmoni, secondo cui il ragazzo di prospettiva è quello con maggiore struttura fisica, talvolta a discapito di capacità cognitive e tecniche, oppure che il giocatore con propensione al dribbling sia un’egoista,e che il miglior gioco sia esclusivamente manovrato. La qualità vince sempre. Come stasera. Nello sport e nel calcio qualità significa soprattutto eccellenza tecnica, serietà, fantasia, spirito di corpo; quel che si chiama prestigio della casacca ha un valore non immaginario nemmeno dalle nostre parti.Talvolta succede che il meglio e il peggio vanno di pari passo. Ma le più belle rivoluzioni non resistono quando si ha la testa vuota come la pelle di un cobra dopo la muta. Per quanto i miei occhi implorassero di potersi chiudere, non riuscivo a staccarli dal suo viso. Poi la partita finì, e si fermò il tempo. All’improvviso le luci si accesero accecanti. Il mio cuore salì sul campo verdeggiante, avvolse le loro ombre che non accennavano a scomparire, e le trasportò dentro di me. La cosa più lunga e più bella sono stati i nostri applausi. Eravamo al colmo della felicità, ebbri di riconoscenza. Per quanto ci stringessimo gli uni contro gli altri, come in una cassetta di sardine essiccate, il freddo dell’umidità ci mordeva la pelle e le ossa, con denti più appuntiti di un coccodrillo. Il buio era calato presto e la notte era nera come l’inchiostro. Solo allora riuscii a respirare e solo allora decisi di ritornare a casa. Era duro, ma vivevamo e osservavamo lì, bui e felici. Come insegna Baricco in “Barnum” la domenica sportiva era propaggine di felicità prima della mannaia del lunedì mattina…

TIKRIT65

   Invia l'articolo in formato PDF