Machine Gun

Un pezzo che fa pensare. “Il mio mondo è la fame, sono le baracche, la rabbia e l’odio razziale”. Lì nelle esigue zone Curde dell’Iraq, l’unica felicità possibile è quella che puoi tenere in una mano e nulla di più. Quelli che svengono e muoiono, non hanno neppure lo spazio per cadere a terra;fanno come il Barone Rampante che sale sugli alberi per non scendere più! La guerra è entrata nelle loro case improvvisamente, segnando la carne per sempre. E i loro occhi continuano a chiederci solo una cosa. Perché? L’equivalente di un assalto solitario alle nostre cellule nervose. Ma Il tiranno non ha dubbi: “voglio il mondo e lo voglio ora”! Stavolta non si preoccupa troppo se le serrature sono state cambiate e le porte non si possono aprire. Nessuno può sapere cosa accadrà tra mille anni o sentire l’arrivo di un treno a mille e più chilometri di distanza, mentre donne e bambini e uomini si dirigono verso il sole per sentirne da vicino il calore. Incurante delle critiche e delle ammonizioni dai super potenti del mondo si è raggomitolato nel proprio, esercitandosi senza posa e in completa solitudine, ossessionato dall’idea di una frantumazione con ogni mezzoda portare alle estreme conseguenze. Avere libertà è naturale quanto respirare. La libertà è qualcosa di assolutamente libero, che ciascuno di noi in ogni parte del mondo ha diritto di gustarsi appieno e come meglio crede. Nelle mani di un tiranno l’effetto invece è quello di un urlo straziantee insopportabile. “Grida disperate risuonano in lontananza, sembra che ci chiamino per nome, forse ora non li sentiamo, ma ci basterà eh?”Splendido, senza bisogno di andare fuori e rispondere alle rullate militaresche di certuni. La loro violenta, parossistica frenesia ci turba e ferisce, proprio perché riflette un mondo visto come barbaro e selvaggio. “Io invece ero come ipnotizzato…Il pensiero era annichilito da ciò che vedevamo attorno e dentro di noi; la parola era imbalsamata dallo stupore e dal non saper dire. Stava cantando una canzone sul Ku-Klux Klan… Era lui prima di diventare famoso”. Come direbbe il nostro caro e vecchio Battiato: si muore un po’ per poter vivere. La guerra da fredda è diventata gelida. Un sommergibile atomico e un uomo solo ai comandi finche’ ammutinamento non li separi. L’arroganza e la protervia stavano cancellando il sogno di un piccolo popolo. “Persino nei momenti di pericolo in guerra, nessuno di coloro che cede accusa se’ stesso, ma preferisce accusare chi comanda o chi invade, o chi era accanto a lui, chiunque altro, eppure l’insuccesso è causato da tutti quanti”, chiosò Demostene nelle sue Orazioni. Chissà se ha perso notti ad aggrovigliarsi lo stomaco ricordandosi la sensazione tattile delle sue mani. Forse che si, forse che no…Doloroso sacrificio di carta per mantenere viva la voce del racconto passionale. Montagne della stessa come ovatta su queste giornate di guerra così lontane, spoglie e disadorne. E poi cucire le distanze, mescolare; portare avanti una narrazione da soli, per non far sentire soli i lettori. Mi verrebbe da dire: la mia casa è l’Europa! Ma gli enormi incassi dell’oro nero da che mani sono ammucchiate? Ma anche nei piccoli spazi ci mostrano sempre l’aspetto più raggelante di una tecnologia aliena e di una guerra che combatte battaglie intergalattiche e distrugge i pianeti. Resta la speranza e la disperazione di chi sisente vagabondo nella sua terra desolata, distrutta dalle bombe. Ora il tempo è passato: il tempo negli USA e in Russia passa forse più velocemente che altrove. Oggi nulla è uguale a ieri, tutto si esaurisce, si cancella. Il verbo, la filosofia delle società americane e russe ha i suoi vantaggi e svantaggi. “Dall’Inferno al Purgatorio, usciranno a riveder le stelle? Libertà vanno cercando che è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta” scrisse il sommo poeta…E come deve essere terribile pensare alla vita senza l’orizzonte della libertà e della felicita’. Ma quel senza è un’altra lama pendente. Servirebbe come il pane. Altra bella spada di Damocle…Nel cuore di ognuno di noi c’è un vuoto che ha la forma di Dio, sosteneva Pascal. La filosofia ti aiuta a capire che nel mondo esistono anche gli altri. Come scalare il cielo, ora dopo ora, giorno dopo giorno, esorcizzando la paura, giocando a dadi con la speranza come un atto di rivendicazione della propria dignità.

TIKRIT65

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