FACCIAMO FINTA CHE SIA TUTTO VERO

Panta rei, tutto scorre,diceva Eraclito. Era una giornata di sole, senza nebbia. Si vedeva la Via Lattea. Mi sedetti sopra una pietra miliare, tra il frinio sfrenato di miliardi di cicale. Vicino un vecchio pallone che profumava di cuoio con la cucitura che nascondeva una camera d’aria. Lo soppesai, annusandolo a lungo. Poi sorridendo sotto lo sguardo divertito di The Train, gli diedi un calcio con il collo del mio sinistro e lo spedii tra le nuvole. Sentii la sua sensibilità, la sua idea di musica, la sua interpretazione, il suo concetto di tempo e di ritmo. E quanto contano i tempi di gioco nel calcio! Come la musica, il calcio è questione di sensibilità, serietà, lavoro, dedizione, passione, con la capacità di capire anche come cambia il tempo, cercando di opporsi alle avversità improvvise, figlie di troppa arroganza e poca preparazione, creandosi un piccolo spazio seppur parzialmente in ombra. Ho sempre pensato che per provare a vincere in ogni campo sia importante una piccola percentuale di sogni e di talento, una parte di autentica follia,ma per la realizzazione compiuta ci vuole studio, lavoro, aggiornamento continuo. Bisogna essere moderni!Mi piace scovare talenti.“Gli scout sono un po’antropomorfi, occhialetti tondi alla John Lennon, bavero della maglietta rialzato, magari una barba finta per essere perfetti nel ruolo. Un osservatore da romanzo”. Ci vogliono piedi buoni, e poi ci vuole intelligenza per stare in campo. Michelangelo diceva che i quadri si dipingono con la mente, non con le mani. Il calcio per me è sempre stato un modo per irrobustire il fisico e divagare lo spirito. La base etica è giocare con correttezza, passione, dedizione e responsabilità. La bellezza, la determinazione, la voglia di fare, sono il vero motore. “Non c’è arte senza ossessione” diceva Cesare Pavese. Faccio tutto per passione. Non ho mai saputo che prima di essere un fantino bisogna essere stato un cavallo! Se ci sono privilegi però, non c’è democrazia, e senza uguaglianza non si cresce. Ma chi ha fiducia nelle proprie idee e nelle persone deve rischiare. E’ il talento che conta, è lui l’esecutore più o meno decisivo di un qualsivoglia progetto. Quando hai la sindrome dello stesso, hai la gioia sportiva dentro che dilaga lungo le strade, come un fiume in piena. Essere ricordato è una sensazione piacevole, e in quei momenti riesci a capire il senso di bellezza e di felicità che trasmette il calcio. Il calcio è capace anche di questi miracoli. Come la luce di una stella. Come fa la fiamma che dà una grande luce, si spegne presto, ma soprattutto illumina il cielo.“La minestra riscaldata non è buona, ma quando è buona, lo è anche riscaldata”.“Il mio lavoro è bello, ma spesso ha delle controindicazioni!”. Pensa se non l’avessi fatto, disse Valentino Rossi! Mi piace anche scrivere di calcio, di problemi, di cose buone legate al mondo del pallone, che serve prima di tutto a formare uomini e donne. Con uno studio meticoloso sui giovani, sulle loro caratteristiche e le possibilità di miglioramento. Mi sento come il principe di Condè prima della battaglia. Un’esperienza che mi dà grandi soddisfazioni, senza però perdere di vista la bellezza di inseguire i propri sogni, non essendomi mancati tutto sommato nel corso della mia vita editori e qualche lettore. Adelante.

TIKRIT65

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