The Nowhere Scout

Era lì quando il seme di talento naturale ha cominciato a germogliare. Stava cercando i segni, accenni di talento sottovalutato che altri potrebbero perdere. Questo “lavoro” è un po’ come aprire gli occhi ad essere onesto, e spesso non ottiene il credito che merita. Un buon osservatore però deve essere animato da una forte passione. E Il pregiudizio si vince con le idee. Il buon osservatore guarda le cose per quelle che sono. Il talento però ti lascia a piedi se non dimostri giornalmente di lottare per quello che vorrai raggiungere. Ci vuole il lavoro, il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita. I conti tornano: stare a casa significava sapervi lì a riempire campi e giorni. Io tu, noi due più uno. Quell’uno però stavolta non è riuscito a sommarsi per la “vittoria”. Siamo rimasti noi due fino alla fine. Fino a quando ci siamo sottratti a vicenda tu meno io come in uno stadio vero. Alla fine siamo rimasti io, moltiplicando me stesso e tu. Tutte quelle stanze sono piene ed i conti tornano. La sua ricerca della felicità passa attraverso la ricerca della semplicità o comunque della maniera più diretta per raggiungerla. Il suo sogno è aiutare gli altri. In sogno è permesso fare di tutto. E poi il sogno finisce e lui è felice. La felicità è sempre in differita; capisci di essere stato felice, non di esserlo. Essere fedeli ai propri sogni comporta qualche “sofferenza”. Gli è stato insegnato che la rettitudine, l’onestà, la sobrietà fossero contagiosi, e ne è stato contagiato. I giovani di oggi però hanno bisogno di sentirsi coinvolti, motivati, non hanno la fantasia dei nostri tempi; non hanno gli spazi, le distrazioni. Vivono in un’era in cui non c’è bisogno di pensare, basta premere un tasto e collegarsi per vedere o conoscere il mondo intero. La carenza del pensare fa perdere delle qualità primarie per diventare buoni calciatori o calciatrici. Diceva Pietro Mennea “che lo sport deve sapersi guardare non da ciò che si vede, ma da ciò che non si vede”. Il ruolo dello scouting? Fondamentale, non tanto per conoscere i ragazzi, quanto per monitorarne le condizioni e i progressi. “Il talento non va né ucciso, né disperso. Va educato”. Chi coltiva ambizioni importanti deve disporre di un potente senso di identità. Identità significa rispettare sé stessi, non tradire mai. Il pallone intanto continua a rotolare a valle, prende sempre più coraggio e velocità. Corre in discesa e diventa slavina. E le cose da vedere erano talmente tante che la testa gli faceva male: socchiuse gli occhi, e poi li riaprì, perché era un po’ come volare, ma volare rasoterra, e volare è una cosa bellissima. Il calcio piace e fa bene. E’ tecnico eppure comprensibile. E’ impegnativo eppure ci si può limitare a guardarlo. Non è indispensabile, ma è divertente, utile e consolante.  E nel contempo un piccolo scout insegue il tempo perduto, i suoi sogni, sugli spalti, immergendosi nell’effervescenza collettiva delle folle domenicali e non. Cacciatore di talenti che si riproducono come toporagni in un “incubo”. Adelante!!!

TIKRIT65

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