RUN TO THE HILLS

“Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta” recitò il maestro Socrate, colui che incarnava, assecondava la nascita di idee. Dopo di lui non fu più possibile ignorare l’universo che si agitava nell’anima dell’uomo, complesso quanto quello che si osserva nei cieli. “Un distratto, con la testa dietro a sciocchezze come la filosofia, un egoista”. Si riteneva un insegnante e quella gli pareva di già una nobile impresa. Si proponeva di educare gli uomini ad acquistare una consapevolezza sempre più rilevante del significato delle loro azioni, senza un compenso, accomiatandosi dai suoi discepoli, come se stesse facendo la cosa più naturale.Perché le domande aprono nuovi spazi, mentre le risposte di taluni, meri cacciatori prezzolati di giovani interessati al solo traguardo e al guadagno, piuttosto che al ragionare insieme, come dovrebbe accadere quando si ricerca la verità, ma si sa nel proprio profondo di non poterla mai possedere, spesso li chiudono. Gli ricordava un acino di uva, pallido e agro, la sensazione di viscido che lascia in bocca la buccia prima di essere “sputata” perché dura da masticare. Era soltanto un pavone che si appagava con le apparenze del potere. C’era poi quello sfondo di quegli scuri cipressi che gettavano un’ombra anche sul piacere della vittoria. La luce che rimase accesa. L’aria della sera era calda, odorosa di rose rampicanti e di gelsomino. Perché la passione si alimenta con il sacrificio, e in compenso raddoppia le energie.Per la gioia di correre verso quel mondo sconosciuto sempre alla ricerca di un nucleo di certezze, il più possibile condivisibili, con il medesimo coraggio e la stessa presenza di spirito, appesi ad un sogno, guardando il cielo blu che si muove e il sole maestoso che ti bolle il cranio fino a sera. A giocare a calcio in un campetto di periferia o magari verso sera, con una logora e sudicia palla da calcio, in una strada appartata, tre contro tre, alla luce dei lampioni, fra le proteste sommesse dei rari passanti. Veniva a somigliare ad uno stadio naturale. Che rumore faceva la felicità! La felicità è sempre in differita. Capisci di essere stato felice, non di essere felice. La gente vuole sempre correre a 100 all’ora, io viaggio a 65. Vivo meglio. Con i valori si vince. Con i valori quelli veri dello sport si vince. Lo sport è vita, ed i valori dello sport sono quelli della vita, nel bene e nel male. Lo sport è la metafora della nostra vita, dove ci sono quelli con i valori e quelli senza, alla ricerca ossessiva del guadagno. Scene di ordinaria follia, perché in fondo si tratta di mettere in campo e fuori la parte migliore di noi stessi. “Perché tutti vogliono vincere, ma non tutti sono bravi e disponibili a preparare una vittoria”. Lo sguardo è fiero, ma umile e sorridente insieme. E’ importante che ci sia sempre un miglioramento. E’ il tempo degli scout che hanno un ruolo da servitore dei ragazzi, devono scovarli, guidarli, accompagnarli alla scoperta del gioco, devono stimolarli, devono farli pensare, con delle domande, perché possano risolvere da soli i problemi. Ci vuole un apprendimento attivo che rimanga impresso a lungo nella loro memoria. Il gioco dovrebbe essere sempre il maestro e non l’allenatore: percepire prima, dopo capire tutto ciò che si è visto per prendere decisioni corrette e finalmente eseguire ciò che il cervello ha detto. Solo un flash: un obiettivo primario nello sviluppo di un giovane calciatore è favorire sempre la creatività dei bambini. Tutti loro ne hanno, maa calcio viene “castrata” perché sono sempre sotto esame, sempre vincolati ai risultati; così prevale lo stress che è il nemico della creatività. Il calcio moderno inizia nella testa e finisce nei piedi. Il giovane bisogna osservarlo ed analizzarlo, in maniera da accumulare più informazioni possibili. Così poi possono notarsi dei dettagli che fanno la differenza. Bisogna avere pazienza, bisogna seminare bene per raccoglierei frutti nel tempo. Non bisogna puntare fino ai dodici anni alla vittoria a tutti i costi. I bambini vogliono solo giocare e divertirsi, sono taluni presidenti, allenatori e troppi genitori che vogliono solo vincere!

TIKRIT 65

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