Take it easy

Quando il talento incontra l’amicizia, l’occasione diventa un’opportunità. Quale è il tuo sogno? E’ la domanda da cui tutto ha origine. La passione rappresenta una grande spinta motivazionale, quella che anche in questi giorni gelidi, da marcia dei pinguini, può spingerti fuori, ad andarti ad allenare e giocare. Per motivarsi non occorre raccontarsi bugie, essere quasi spietati con se’ stessi. Se la motivazione è autentica e profonda, allora sarai felice di allenarti. Se è debole, allora tirerai i remi in barca… Prima di approcciarsi a dei ragazzi piccoli o più grandi, bisogna capirli, perché a questa età si hanno tante aspettative, e bisogna trasmettergli che il percorso da intraprendere è difficile ed importante. Sicuramente, vederli credere in quello che fai è la gratificazione più grande. Bisogna instaurare un rapporto di fiducia con loro. In questa fase dell’età credo che l’aspetto tecnico sia fondamentale. E’ alla base della crescita formativa del ragazzo. Ma allenare la tecnica e la tattica rappresenta solo una parte della missione che uno si autoinpone: la propria deve essere a 360°, o forse anche a 720°. E’ un ruolo bello ed impegnativo. “Calmo e pedagogo con i suoi consigli ai ragazzi, è di già entrato nel ruolo”. Stare a contatto con gli stessi è un ruolo di responsabilità: bisogna cercare di lavorare nella giusta maniera, cercando di farli crescere sotto tutti gli aspetti, tecnici, morali e fisici. L’immagine dei ragazzi, ma soprattutto come uomini. “Il talento non va né ucciso, né disperso, va educato”. Quello su cui punto è farli divertire, ed è per questo che nel 99% degli allenamenti che effettuo, non manca mai il pallone tra i piedi. Gioco propositivo, che provi a far coniugare divertimento e risultato, gioia e rendimento, merito e tradizione. O ancora, ad una sfida tra ragazzi, che assurgono al ruolo di simboli, per il loro talento, i loro goal. Ma anche la circolazione rapida e corta del pallone, e la volontà di giocare collettivamente è importante. Ma c’è un aspetto che più di tutti vorrei che emergesse in questa partita: anche quelli dotati maggiormente tecnicamente e di fantasia calcistica, partecipano in maniera totale alle varie fasi di gioco, e i ragazzi si muovono all’interno di una logica di squadra, dove il talento viene messo al servizio degli altri, per conseguire un obiettivo comune: il goal. Il fine è lo stesso, ma il mezzo va condiviso, magari con un avvertimento preventivo. La sua ricerca della felicità passa attraverso la ricerca della semplicità, o comunque della maniera più diretta per raggiungerla.Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, camminiamo insieme… Cosa scegliere allora? Gravità o leggerezza? Sentirsi aderenti alla terra, vitali, reali e autentici, oppure spiccare il volo verso l’alto? La leggerezza può essere un vantaggio, alla lunga il solo “modus” che accetteranno. Una speranza concreta, figlia di prestazioni belle e meno belle, ma potenti come la grazia di calcio purissimo. In quel momento il sogno sembra inesorabile, come sfiorato da una carezza del destino. E’ pronta una curva del cielo con un applauso di stelle? E’ vero, l’unico rischio nella vita è non volerne correre. A volte vale la pena scommettere su qualche giovane, anche a costo di regalarsi qualche brivido di troppo. Mi tornano in mente i versi, quelli sì della vita, “quant’è bella giovinezza”. La giovinezza è l’unica cosa su cui valga la pena scommettere…

TIKRIT65

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